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Lo spettacolo “LOGOS” affronta fondamentalmente il tema dell’arroganza dell’uomo. La parola “Logos” deriva dal greco e significa ‘discorso’, ragionamento’, ‘argomentare’ su un tema. Dall’origine dei tempi al lontano futuro, l’essere umano si compiace del suo egocentrismo, del suo narcisismo, del suo desiderio di dominare il prossimo. I monologhi e i dialoghi durante lo spettacolo sono una graffiante parodia, una messa in ridicolo delle vanità umane. Una Viaggiatrice del Tempo, la Crononauta, si trova nella sua società del futuro alle soglie dell’Apocalisse. Perciò decide di tornare alle origini dell’uomo per capirne i motivi della sua degenerazione morale. Scopre amaramente che l’unico momento esente da colpe è la genesi dell’universo. L’Uomo Nuovo auspicato dal Rinascimento e dall’Illuminismo non è ancora giunto. Lo spettacolo “LOGOS” prende spunto dai libri “Il Paradiso perduto” dello scrittore inglese John Milton; “Teogonìa” del poeta greco Esiodo; “Il diario di Anna Frank” di Annelies Marie Frank e “Infiniti anni 80” del sociologo Giovanni Ciofalo. Inoltre, riferimenti cinematografici ai film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrik, “Noah” di Darren Aronofsky e “Metropolis”.

 

Dettagli

  • Direzione Artistica: Giuliana Fanfulla
  • Coreografie Hip Hop: Elena Capone
  • Coreografie Contemporaneo: Valentina Fanfulla
  • Coreografie Classico: Alfia Girone
  • Regia e Selezione Musicale: Pierluigi Auricchio
  • Segreteria organizzativa: Nicla Mastromarco

Video

Montaggio Debora Maurelli | Riprese di Luigi Altamura
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